digital magics

Archivi di Stato. Meno segreti, più affari.

CorrierEconomia – 20 maggio 2013.

Trasparenza Disponibili 5.800 cataloghi di dati da enti come Istat e Cnr. Il concorso App4Mi per inventare
applicazioni

Archivi di Stato Meno segreti, più affari

Si chiama Open Data, è il libero accesso alle informazioni degli enti pubblici Semplifica la vita ai cittadini. E
può portare a un business da 4 miliardi

di Chiara Sottocorona

Qui Lombardia è l’applicazione mobile da tenere sempre in tasca per chi si muove sul territorio della Regione. Segnala 9 mila punti d’interesse, tra agriturismi, fiere, mercati, biblioteche, musei, anche stazioni di servizio, tutti geolocalizzati e corredati da schede informative. Un’app utile, realizzata da una pubblica amministrazione: i dati che utilizza infatti sono distribuiti dalla Regione Lombardia in formato aperto tramite il portale «dati.lombardia.it». È uno dei nuovi portali basati sugli «Open Data», gli archivi aperti, i dati pubblici da condividere: simile a quelli delle città di Milano, Roma, Trento, Torino e Venezia, che da pochi mesi offrono in formato aperto le proprie informazioni sul territorio, la popolazione, le attività. Un enorme patrimonio di dati, finora rimasto nascosto negli archivi delle amministrazioni pubbliche, sta emergendo per essere non solo consultato dai cittadini, ma anche riutilizzato per costruire nuovi servizi e
nuovi business.
La svolta di aprile
Dal 20 aprile è entrato in vigore il decreto sulla «Trasparenza», che liberalizza definitivamente l’uso dei dati pubblici (esclusi quelli che comportano problemi per la privacy o sono sottomessi al segreto di Stato o militare). L’Agenzia per l’Italia Digitale ha anche costituito un gruppo di lavoro per fissare le linee guida e armonizzare gli standard tecnici per il riutilizzo degli Open Data. «La questione ha risvolti tecnici e organizzativi piuttosto complessi, ma è importante perché può essere un volano e un abilitatore per lo sviluppo di servizi evoluti al cittadino e alle imprese», dice Alfonso Fuggetta,
professore ordinario al Politecnico di Milano e amministratore delegato del Cefriel, il centro di eccellenza per l’innovazione dell’ateneo. Le raccomandazioni dell’Unione Europea sul rilascio dei dati pubblici, all’inizio si ispiravano al diritto del cittadino di accedere ai dati, per una questione di trasparenza. Ma l’obiettivo si è poi spostato sulle opportunità di riutilizzo dei dati pubblici per generare nuove attività e lavoro. Il modello sono gli Stati Uniti, dove la strategia sugli Open Data ha dimostrato di alimentare nuova imprenditoria e innovazione. Il fenomeno dei dati pubblici resi «aperti» da noi è appena all’inizio, ma sembra fare passi da gigante: da marzo 2012 ad aprile 2013 sono stati resi disponibili oltre 5 mila e 700 cataloghi da parte di 68 pubbliche amministrazioni. A livello nazionale, per esempio, sono ora accessibili parte degli archivi della Camera e del Senato, del Cnr e dell’Istat. A livello locale già sette Regioni e decine di Comuni stanno rilasciando progressivamente database d’informazioni geoterritoriali, sociali, ambientali (dal verde pubblico, ai trasporti, alle scuole). E grazie agli Open Data sono state realizzate già 151 applicazioni di servizio al cittadino. Come «Il Comune in tasca», guida ai servizi pubblici e al patrimonio di Trento. O «GuidaMi», un’app che offre 13 percorsi tematici per scoprire Milano.
Le gare e i premi
Il 7 maggio è stato lanciato anche il concorso App4Mi, nato dalla collaborazione tra il Comune di Milano, Rcs
Mediagroup e l’incubatore di start-up Digital Magics: studenti, sviluppatori e microimprese in gara per inventare nei prossimi tre mesi nuove applicazioni basate sugli Open Data del portale data.milano.it. In palio, ci sono 20 mila euro per i vincitori delle competizione. Nel Lazio, in seguito al bando lanciato lo scorso ottobre dalla Regione per lo sviluppo degli Open Data, la Filas (Finanziaria laziale di sviluppo) ha approvato 45 progetti di applicazioni e servizi di egovernement proposti da enti pubblici locali, da finanziare con sei milioni di euro. «La Commissione europea ha stimato che si possono generare circa 40 miliardi di euro all’anno consentendo a privati e imprese di accedere ai dati delle amministrazioni pubbliche – dice Enrico Gasperini, fondatore e presidente di Digital Magics -. Gli Open Data sono un’immensa risorsa e rappresentano un potenziale che in Italia dobbiamo imparare a sfruttare. Non essendo ancora aperti i dati da parte di tutti gli enti pubblici, è difficile valutare il mercato, ma da stime dell’Unione Europea si auspica per l’Italia un valore di circa 4 miliardi di euro all’anno».

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L’incubatore Digital Magics verso la Borsa

Ilsole24ore.com – 17 maggio 2013 - http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-05-17/lincubatore-digital-magics-borsa-095129.shtml?uuid=AbSNngwH

L’incubatore Digital Magics verso la Borsa

di Luca Tremolada

Digital Magics, il venture incubator di startup digitali, ha annunciato di aver completato il collocamento di un prestito obbligazionario convertibile (POC) di 3 milioni di euro. L’operazione, lanciata a dicembre 2012, si è chiusa grazie all’adesione di settanta investitori, che avranno il diritto di esercitare la conversione del POC in occasione della quotazione. Con questa operazione, si legge in una nota, gli investitori privati specializzati e alcuni importanti investitori istituzionali entrano di diritto anche nell’Angel Network di Digital Magics, collaborando nella selezione, mentorship e co-investimento delle startup incubate da Digital Magics. Fra gli investitori istituzionali hanno aderito il Fondo Atlante Seed (Gruppo Intesa Sanpaolo), Banca Sella e Tamburi Investment Partners. «L’Angel Network di Digital Magics – ha commentato Enrico Gasperini, fondatore e Presidente di Digital Magics – rappresenta uno dei cardini importanti all’interno del nostro processo per l’IPO». L’Angel Network avrà un ruolo attivo nella selezione e nella consulenza strategica di idee e neoimprese: valuterà le startup proposte da Digital Magics, sottoporrà all’incubatore proposte e iniziative nuove e offrirà le proprie competenze industriali e risorse finanziarie per favorire lo sviluppo delle startup. Digital Magics ha fino a oggi investito circa 10 milioni di euro in 30 startup digitali e realizzato 6 exit.

Digital Magics: un incubatore verso la Borsa

Lastampa.it – 16 maggio 2013 - http://lastampa.it/2013/05/16/blogs/start-me-up/digital-magics-un-incubatore-verso-la-borsa-8FfoF0ZVM2C545it1EGsCM/pagina.html

Digital Magics: un incubatore verso la Borsa

Ultimato il collocamento di un prestito obbligazionario, primo passo per quotarsi al Mercato alternativo del capitale

di Federico Guerrini

Digital Magics, uno dei maggiori poli di venture capital e incubazione di startup del panorama italiano vuole quotarsi in Borsa. Si tratta di un progetto ambizioso, il primo del genere per un’azienda di questo tipo in Italia e riguarda una nicchia particolare: l’obiettivo della società milanese è quello di entrare nel listino dell’AIM, il Mercato Alternativo dell Capitale, dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita.

Come primo passo, in questi giorni ha completato il collocamento di un prestito obbligazionario convertibile (POC) di 3 milioni di euro. L’operazione, lanciata a dicembre 2012, si è chiusa grazie all’adesione di settanta investitori, che avranno il diritto di esercitare la conversione del POC in occasione della quotazione.  Fra gli investitori istituzionali hanno aderito il Fondo Atlante Seed (Imi Fondi Chiusi sgr), Banca Sella e Tamburi Investment Partners.

Lo ha comunicato con una nota la stessa Digital Magics, precisando anche che con questa operazione i sottoscrittori del prestito obbligazionario convertibile (Poc) entrano di diritto anche nell’angel network dell’azienda, collaborando nella selezione, nel mentorship e nel coinvestimento delle startup incubate.L’iter di quotazione sarà seguito da Integrae sim (in qualità di Global coordinator e Nomad), mentre come advisor legale è stato scelto Dla Piper e acome dvisor finanziario Luca Giacometti (uno dei soci della Spac Made in Italy 1 che a inizio anno ha completato la fusione con Sesa, oggi a sua volta quotata all’Aim).

Enrico Gasperini, fondatore di Digital Magics (oltre che presidente Audiweb, di fresca riconferma), sintetizza così i motivi dell’operazione: “ la quotazione all’AIM - afferma - ci consentirà di ampliare ulteriormente e ‘industrializzare’ il nostro modello di business, contribuendo così alla nascita di molte nuove imprese nel settore internet e digital, settore che ha conosciuto negli ultimi anni una crescita senza precedenti e che in Italia crescerà a doppia cifra nei prossimi anni“.

Gasperini insomma ci crede – del resto la società sembra andare bene, con 30 startup avviate e 6 exit in nove anni di attività – e continua ad essere fiducioso sull’evoluzione dell’ecosistema startupparo, anche sel’euforia che aveva circondato i temi dell’innovazione nei mesi scorsi, grazie anche all’opera di stimolo e semplificazione normativa voluta dall’ex ministro Corrado Passera sembra essersi un po’ spenta col cambio di governo. Proprio pochi giorni fa, in occasione del Digital Economy Forum di Venezia, l’associazione Italia Startup, che riunisce tutti i maggiori protagonisti del sistema, per bocca del presidente Riccardo Donadon ha lanciato un appello a non “ dimenticarsi” delle startup. “ Il precedente Governo - ha detto Donadon –   ha fatto un ottimo lavoro ma, soprattutto per motivi di tempo, non l’ha portato a termine. Ora bisogna integrare e dare attuazione, con urgenza, a quanto avviato“.

Non è che sia tutto fermo, ma come lamentavano molti imprenditori a Venezia, manca un chiaro referente istituzionale, essendo stata cancellata la delega all’innovazione, le nuove norme sul crowdfunding attendono il via libera della Consob; altri provvedimenti, come l’accesso al Fondo Centrale di Garanzia per il sostegno alle startup, attendono che sia ultimata la concertazione fra i ministeri competenti (Sviluppo Economico ed Economia). Troppa burocrazia, come al solito, lamentano Donadon e soci, mentre altri imprenditori invitano a non fossilizzarsi sulla questione degli aiuti statali, siano essi normativi e fiscali, sperando che si avveri quanto affermato dal premier Letta in occasione del suo discorso prima del ruolo di fiducia, ovvero che “ l’Agenda Digitale continuerà a giocare un ruolo chiave nei prossimi anni, nel quadro di un programma pluriennale di sostegno all’innovazione“. Nel frattempo, l’unica è continuare a lavorare a testa bassa e in silenzio, cercando di trainare con l’esempio. Come del resto, in questo settore, si è sempre fatto.

Digital Magics e il progetto start up-Borsa

Panorama.it – 16 maggio 2013 - http://economia.panorama.it/aziende/digitalmagics-startup-borsa

Digital Magics e il progetto start up-Borsa

Le seleziona, le fa diventare imprese, le finanzia. Enrico Gasperini, presidente di Digital Magics, spiega il suo modello di venture incubator, che nei prossimi mesi sarà collocato. In nome del’ottimismo: il business digitale, dice, non potrà che crescere.

di Giovanni Iozzia

“Nel 2000 ho portato in Borsa un’agenzia di comunicazione digitale, Inferentia. Adesso ci riprovo con un incubatore, Digital Magics. Mi piacciono le imprese complicate”. Enrico Gasperini, fondatore e presidente di Digital Magics, un po’ scherza, un po’ ci tiene a ricordare che lui a Internet e al digitale ha sempre creduto. E adesso è impegnato nella nuova sfida: il collocamento all’AIM, il segmento di Piazza Affari dedicato alle piccole e medie imprese, della società che ha fondato nel 2004 e dal 2008 si è concentrata sull’incubazione di start up digitali, dall’ecommerce ai new media. L’operazione si concluderà forse prima dell’estate o al più tardi in autunno. Sarà la prima volta in Italia: nel listino c’è un’altra società di venture capital con incubatore (LVenture che ha creato Enlabs a Roma), ma ci è arrivata con l’acquisizione di una holding vuota (LeBuoneSocietà).

Ma cosa fa esattamente Digital Magics? Seleziona buona idee di business digitali, le traduce in business plan, le fa diventare imprese e le finanzia. In gergo tecnico fa da earlystage, incubator e venture capital. Fino a oggi ha investito circa 10 milioni di euro e lanciato 30 startup, realizzando 6 exit (vendite). “È un modello unico”, sottolinea Gasperini che ha preparato il debutto in Borsa con un prestito obbligazionario convertibile (Poc) da 3 milioni di euro e che ha creato attorno alla società un network di “angel” composto da investitori informali, istituzionali (come Intesa San Paolo, attraverso il fondo Atlante Seed, Banca Sella e Tamburi Associati) e aziendali (imprese che fanno così corporate venture capital).

L’Angel Network di Digital Magics è una community aperta non solo ai settanta investitori che hanno già aderito al POC, ma anche ai futuri investitori che decideranno di partecipare all’operazione di quotazione in borsa”, spiega Gasperini. Il network avrà un ruolo attivo nella selezione e nella consulenza strategica di idee e neoimprese: valuterà le startup proposte da Digital Magics, sottoporrà all’incubatore proposte e iniziative nuove e offrirà le proprie competenze industriali e risorse finanziarie per favorire lo sviluppo delle startup. Per far funzionare il sistema Digital Magics LAB ha realizzato una piattaforma tecnologica innovativa di crowdfunding per condividere i progetti migliori con la comunità di investitori.

“È una formula straordinaria di co-investimento che permette di garantire alle startup incubate i primi due anni di vita e il traguardo del pareggio di bilancio”, dice soddisfatto Gasperini. L’idea viene selezionata, parte tutta l’attività di supporto (dalla mentorship  alle consulenze legali e fiscali), quindi arriva il finanziamento, sia in conto capitale (si prendono quote della società, tra il 25% e il 50%) sia per cassa (i soldi che servono per andare avanti). In ogni startup finora sono stati investiti una media di circa 300mila euro. Il modello nel 2012 è stato replicato al Sud con 56Cube, che vanta anche una stretta collaborazione con l’Università di Salerno. Dai laboratori di Digital Magics sono uscite aziende come Growish (social commerce community per i regali di gruppo), Wazzap (guida alla web tv), TheBlogTv (social media company europea, venduta), Plannify (motore di ricerca di eventi), SingRing (che fornisce contenuti musicali digitali in maniera legale e innovativa), e 4w MarketPlace (advertising network per la pubblicità online dei più importanti editori italiani, che potrebbe essere pronta per la quotazione a sua volta). E altre sono in dirittura d’arrivo, al ritmo di una al mese.

Gasperini è ottimista. “La spinta sugli incubatori in Italia è cominciata solo l’anno scorso e adesso il mercato si sta sviluppando. Credo che tutti quelli che lavorano nel digitale dovrebbero cominciare a guardare alla Borsa come opportunità di sviluppo”. Anche perché c’è molta strada da recuperare e buone prospettive. “Proprio perché il settore digitale è molto compresso in Italia, la probabilità di crescita è alta, basti pensare al commercio elettronico rispetto ad altri Paesi europei. Superata la crisi, si aprirà quindi il mercato delle exit. Le grandi aziende per innovare dovranno comprare startup. Sta succedendo all’estero e penso all’iperattivismo degli editori tedeschi”.

 

Digital Magics annuncia il progetto di quotazione in borsa

Wired.it – 15 maggio 2013 - http://italianvalley.wired.it/news/2013/05/15/digital-magics-startup-5278592.html#?refresh_ce

Digital Magics annuncia il progetto di quotazione in borsa

Il venture incubator di startup digitali ha chiuso il collocamento del prestito obbligazionario convertibile di 3 milioni di euro

di Ilaria Orrù

30 startup avviate, 300 posti di lavoro creati, circa 10 milioni di euro investiti fino a oggi, 500 progetti ricevuti e visionati ogni anno. Questi sono solo alcuni dei numeri di Digital Magics, il venture incubatordi startup innovative e digitali, che ha annunciato il progetto di quotazione in borsa. Questo dopo aver completato il collocamento di un prestito obbligazionario convertibile (Poc) di 3 milioni di euro grazie all’adesione di settanta investitori, che avranno il diritto di esercitare la conversione del Poc in occasione della quotazione. Fra gli investitori, ci sono Fondo Atlante Seed (Gruppo Intesa Sanpaolo),Banca Sella e Tamburi Investment Partners.

L‘emissione del Poc si inserisce nell’ambito del progetto in corso di quotazione all’Aim, Mercato Alternativo del Capitale di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita. La quotazione in borsa ha lo scopo di rafforzare il posizionamento di Digital Magics sul mercato italiano, e di raccogliere risorse per accelerare l’attività di finanziamento di startup nel settore digitale.

“ Per la prima volta in Italia un incubatore lavora a un progetto ambizioso come quello di una ipo per la borsa. Siamo molto orgogliosi delle risposte e della fiducia avute nel collocamento del Poc e abbiamo già ricevuto le prime manifestazioni di interesse per l’ipo - ha dichiarato Enrico Gasperini, Fondatore e Presidente di Digital Magics - La quotazione all’Aim ci consentirà di ampliare ulteriormente eindustrializzare il nostro modello di business, contribuendo così alla nascita di molte nuove imprese nel settore internet e digital, che ha conosciuto negli ultimi anni una crescita senza precedenti e che in Italia crescerà a doppia cifra nei prossimi anni”.

Digital Magics, bond convertibile da 3 mln in vista dell’ipo

MF – 14 maggio 2013

Digital Magics, bond convertibile da 3 mln in vista dell’ipo

di Stefania Peveraro

Digital Magics, il venture incubator operativo dal 2008 e fondato da Enrico Gasperini, ha preparato lo sbarcosull’Aim di Borsa Italiana collocando 3 milioni di euro di bond convertibili a 70 investitori privati specializzati e ad alcuni importanti investitori istituzionali, che potranno esercitare la conversione al momento della quotazione in borsa. Fra gli investitori istituzionali hanno aderito il Fondo Atlante Seed (Imi Fondi Chiusi sgr), Banca Sella e Tamburi Investment Partners. Lo ha comunicato Digital Magics ieri, precisando anche che con questa operazione gli stessi sottoscrittori del prestito obbligazionario convertibile (Poc) entrano di diritto anche nell’angel network di Digital Magics, collaborando nella selezione, mentorship e coinvestimento delle start up incubate da Digital Magics. Global coordinator e Nomad è stato Integrae sim, mentre advisor legale è stato Dla Piper e advisor finanziario Luca Giacometti (uno dei soci della Spac Made in Italy 1 che a inizio anno ha completato la fusione con Sesa, oggi a sua volta quotata all’Aim). Giacometti, che da circa un anno è anche consigliere di amministrazione di Digital Magics, ha spiegato a MF-Milano Finanza che «obiettivo della quotazione è raccogliere in totale 10 milioni di euro, quindi altri 7 oltre a quelli del Poc. Oggi (ieri per chi legge, ndr) iniziamo il roadshow con gli investitori e ragionevolmente prevediamo l’ipo tra fine giugno e inizio luglio». Ma non è tutto. «Verso fine anno dovremmo riuscire a consolidare un accordo con un grande investitore californiano specializzato che potrebbe entrare nell’azionariato in aumento di capitale e/o investire nelle nostre partecipate per finanziarne la seconda fase di sviluppo», ha anticipato Giacometti. Digital Magics è infatti un venture incubator dal modello unico e innovativo: fonda e costruisce start up digitali, sostenendone a 360 gradi lo sviluppo con il Digital Magics Lab e investendo anche capitale nella fase di seed in associazione con il proprio Angel Network. Dall’inizio dell’attività a oggi Digital Magics ha investito circa 10 milioni di euro tra risorse proprie e fondi da exit, ha avviato 30 start up e ha venduto 11 aziende.

 

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Digital Magics pronta ad essere quotata all’AIM

Lastampa.it – 13 maggio 2013 - http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,554061/Digital_Magics_pronta_ad_essere_quotata_all_AIM.aspx?refresh_ce

Digital Magics pronta ad essere quotata all’AIM

La società milanese Digital Magics, attiva come venture incubator di startup digitali, si prepara alla quotazione sul segmento AIM di Borsa Italiana, il Mercato Alternativo del capitale dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita. Lo sbarco avverrà dopo il completamento del prestito obbligazionario convertibile di 3 milioni di euro che ha coinvolto 70 investitori. Il presidente e fondatore del gruppo Enrico Gasperini ha affermato che è la prima volta che in Italia un incubatore lavora ad un progetto ambizioso come quello di una Ipo. Gasperini ha inoltre precisato che la quotazione all’AIM consentirà a Digital Magics di industrializzare il modello di business, contribuendo così alla nascita di molte nuove imprese nel settore internet e digital.

Borsa: Digital magics colloca bond da 3 mln, punta a ipo su Aim Italia

Corriere.it – 13 maggio 2013 - http://borsa.corriere.it/azioni/xpisapi.dll?page=ComunicatiDetails&PNAC=nRC_13.05.2013_12.14_18539152&ID=5_1&refresh_cens

Borsa: Digital magics colloca bond da 3 mln, punta a ipo su Aim Italia

Digital magics, investment company attiva dal 2008 come incubatore di startup innovative digitali, ha completato il collocamento di un prestito obbligazionario convertibile da 3 milioni di euro, con l’obiettivo di sbarcare sul mercato Aim Italia di Borsa Italiana. All’emissione, partita a dicembre 2012, hanno aderito settanta investitori, che potranno convertire il prestito in occasione della quotazione, tra cui il Fondo Atlante Seed (gruppo Intesa Sanpaolo), Banca Sella e Tamburi Investment Partners. Digital Magics, che sara’ seguita nell’iter di quotazione da Integrae Sim (global coordinator e Nomad), ad oggi puo’ contare su 10 milioni di euro circa investiti, 30 start up avviate e oltre 300 posti di lavoro creati. ‘Per la prima volta in Italia un incubatore lavora a un progetto ambizioso come quello di una ipo per la borsa. Siamo molto orgogliosi delle risposte e della fiducia avute nel collocamento del prestito obbligazionario convertibile e abbiamo gia’ ricevuto le prime manifestazioni di interesse per l’ipo’, ha dichiarato Enrico Gasperini, fondatore e presidente di Digital Magics.

Borsa: Digital magics colloca bond da 3 mln, punta a ipo su Aim Italia

Ilsole24ore.com – 13 maggio 2013 - http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/azioni/analisi-e-news/tutte-le-news/news-radiocor/news-radiocor.php?PNAC=nRC_13.05.2013_12.14_18539152&refresh_ce

Borsa: Digital magics colloca bond da 3 mln, punta a ipo su Aim Italia

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 13 mag – Digital magics, investment company attiva dal 2008 come incubatore di startup innovative digitali, ha completato il collocamento di un prestito obbligazionario convertibile da 3 milioni di euro, con l’obiettivo di sbarcare sul mercato Aim Italia di Borsa Italiana. All’emissione, partita a dicembre 2012, hanno aderito settanta investitori, che potranno convertire il prestito in occasione della quotazione, tra cui il Fondo Atlante Seed (gruppo Intesa Sanpaolo), Banca Sella e Tamburi Investment Partners. Digital Magics, che sara’ seguita nell’iter di quotazione da Integrae Sim (global coordinator e Nomad), ad oggi puo’ contare su 10 milioni di euro circa investiti, 30 start up avviate e oltre 300 posti di lavoro creati. ‘Per la prima volta in Italia un incubatore lavora a un progetto ambizioso come quello di una ipo per la borsa. Siamo molto orgogliosi delle risposte e della fiducia avute nel collocamento del prestito obbligazionario convertibile e abbiamo gia’ ricevuto le prime manifestazioni di interesse per l’ipo’, ha dichiarato Enrico Gasperini, fondatore e presidente di Digital Magics.

Borsa: Digital magics colloca bond da 3 mln, punta a ipo su Aim Italia

Borsaitaliana.it – 13 maggio 2013 - http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/prima-pagina/dettaglio/nRC_13052013_1214_185129902.html

Borsa: Digital magics colloca bond da 3 mln, punta a ipo su Aim Italia

Digital magics, investment company attiva dal 2008 come incubatore di startup innovative digitali, ha completato il collocamento di un prestito obbligazionario convertibile da 3 milioni di euro, con l’obiettivo di sbarcare sul mercato Aim Italia di Borsa Italiana. All’emissione, partita a dicembre 2012, hanno aderito settanta investitori, che potranno convertire il prestito in occasione della quotazione, tra cui il Fondo Atlante Seed (gruppo Intesa Sanpaolo), Banca Sella e Tamburi Investment Partners. Digital Magics, che sara’ seguita nell’iter di quotazione da Integrae Sim (global coordinator e Nomad), ad oggi puo’ contare su 10 milioni di euro circa investiti, 30 start up avviate e oltre 300 posti di lavoro creati. ‘Per la prima volta in Italia un incubatore lavora a un progetto ambizioso come quello di una ipo per la borsa. Siamo molto orgogliosi delle risposte e della fiducia avute nel collocamento del prestito obbligazionario convertibile e abbiamo gia’ ricevuto le prime manifestazioni di interesse per l’ipo’, ha dichiarato Enrico Gasperini, fondatore e presidente di Digital Magics.