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App4Mi, fare squadra per una città più fruibile

Corriere della Sera – 18 giugno 2013.

Corriere.it – 18 giugno 2013 - http://milano.corriere.it/milano/cronaca/speciali/2013/app4mi/notizie/18-giugno-open-campus-mezzotero-gasperini-rapagna-carnevale-maffe-2221718761593.shtml

App4Mi, fare squadra per una città più fruibile

L’incontro. Concorso di idee su strumenti digitali innovativi

di Massimo Rebotti

«Questo è un Paese in cui non ci si mette d’accordo neanche alla riunione di condominio, ma il futuro è solo di chi sarà capace di fare sistema». L’applauso che segue definisce bene lo spirito del workshop di App4Mi, il concorso promosso da Comune e Rcs per incentivare (e premiare) chi si inventa strumenti innovativi, applicazioni per smartphone e tablet, per vivere la città. In una sala, piena, dell’Acquario, si discute appunto di come si possa superare la logica del «condominio» e costruire invece un’ecosistema «fluido e sostenibile» per le start up digitali. Si parte da Milano e quella di App4Mi è la prima pietra del sistema. Il professore di Strategia alla Sda Bocconi, Carlo Alberto Carnevale Maffè, accende la tavola rotonda: «Dallo Stato abbiamo bisogno di poche cose: che renda liberi e contendibili i mercati, e molto più flessibili i contratti di lavoro per i giovani». Al resto, sostiene, penserà lo spirito imprenditoriale, le start up si fanno con le idee e «a pane e cipolle». Prima dei soldi, si appassiona il professore, «ci vuole la domanda, i clienti». Il cuore del workshop è proprio qui: quale carburante serve a un’impresa innovativa per stare in piedi e, un domani, decollare. Aurelio Mezzotero, investiment director di Atlante Ventures del gruppo Intesa Sanpaolo, si occupa proprio di questo: sostenere con capitali «di rischio» le buone idee. Da investitore professionale sottolinea il ruolo del pubblico: «Innanzitutto – sostiene – perché l’innovazione stessa èun bene pubblico». Insomma, se il mercato all’inizio non c’è, dall’istituzione può arrivare, senza dirigismi, una mano per crearlo. Enrico Gasperini, presidente di Digital Magics, porta la sua esperienza di imprenditore digitale e contesta, almeno in parte, il mito delle start up senza un euro, che da uno scantinato scalano la Borsa: «L’innovazione ha bisogno di capitali, non solo di sudore». E sul banco degli imputati torna lo Stato che sovvenziona «il mattone o il tornio» ma non ha progetti per il digitale. Alceo Rapagna, chief digital officer di Rcs torna sul punto: «Il difficile per una buona idea non è la fase iniziale, ma quando hai bisogno di far vedere che funziona, è utile e ha un mercato: è in quel momento che ci vogliono investitori che diano una mano». Fare sistema, appunto, uno degli obiettivi che si è dato App4Mi.

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L’ecosistema sostenibile per le imprese digitali

Corriere della Sera – 17 giugno 2013.

Corriere.it – 14 giugno 2013 - http://milano.corriere.it/cronaca/speciali/2013/app4mi/notizie/17-giugno-open-campus-presentazione-2221651368589.shtml

L’ecosistema sostenibile per le imprese digitali

Concorso App4Mi, oggi workshop all’Acquario

L’innovazione è negli occhi di chi guarda (con attenzione). Andrey Golub, matematico di scuola russa, coordinatore del master Snid del Politecnico, s’è tolto la camicia, ha impugnato il microfono e una settimana fa l’ha sussurrato alla platea dell’Urban Center: «Per progettare una buona applicazione sono fondamentali l’osservazione e la capacità di leggere i bisogni dei cittadini». Il progetto App4Mi riparte dalla richiesta di creatività concreta, efficace, funzionale: modellata sulle esigenze di Milano. Un po’ campus e un po’ incubatore d’impresa, il concorso che cerca nuove applicazioni per la città – iniziativa promossa dal Comune con Rcs Mediagroup – arriva al sesto appuntamento pubblico tra workshop e dibattiti. La conferenza di oggi è all’Acquario civico di viale Gadio, alle ore 18. Sul tema «come costruire un ecosistema sostenibile di start-up digitali per Milano» discuteranno Alceo Rapagna (chief digital officer di Rcs), Enrico Gasperini (presidente di Digital Magics e vice di Assocomunicazione), Aurelio Mezzotero (investment director Atlante Ventures) e Carlo Alberto Carnevale Maffè (professore di Strategia alla Sda Bocconi). Domande: le app sono moda o futuro industriale? Quali i margini di guadagno? Che interesse ha il pubblico a finanziare le giovani microimprese private? La «mobilitazione culturale» era iniziata un mese fa, su questo slogan: «Hai una buona idea per utilizzare gli open data del Comune? Realizzala con App4Mi». Palazzo Marino ha aperto i suoi archivi statistici, messo online oltre 140 pacchetti di dati (abitanti, trasporti, musei, negozi, alberghi, etc) e invitato creativi, informatici, ricercatori, designer, sviluppatori, programmatori, pionieri e sognatori a proporre «servizi innovativi destinati agli abitanti di Milano». In pratica: applicazioni da scaricare su tablet e smartphone. Obiettivo: «Una smart city capace di rispondere alle esigenze della società che cambia». Il concorso terminerà il 31 luglio. I vincitori nelle varie aree tematiche (mobilità e trasporti; ambiente; tempo libero e turismo; sanità e disabilità) verranno premiati a settembre con 20 mila euro totali e stage formativi in aziende tecnologiche. Partner del progetto anche Intesa Sanpaolo, Vodafone e Accenture.

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Industria. Le piccole griffe del Made in Italy (digitale)

CorrierEconomia – 17 giugno 2013.

Industria Le piccole griffe del made in Italy (digitale)

Rivoluzioni. Dalla Lombardia al Lazio, ecco la loro presenza territoriale

Sono 230 mila aziende, danno lavoro a 900.000 persone. Campo d’azione i «social» e il «mobile». Da protagoniste

di Chiara Sottocorona

Sono tante, dinamiche, e in espansione. Rappresentano «L’onda lunga del Made in Italy digitale»: 230 mila aziende che non rientrano nella tradizionale classificazione dell’information e communication technology, ma si sviluppano nel nuovo mondo digitale, quello del web e dei social, dei new media e dell’intrattenimento, del mobile e delle app, del multimedia e dell’ecommerce. Una giovane galassia fotografata e censita per la prima volta dalla ricerca Long Wave promossa da Assintel digitale.

L’onda lunga
«Abbiamo constatato negli ultimi due anni che, al di là delle società di informatica e telecomunicazioni, stava emergendo un nuovo mondo di piccole imprese native digitali o di medie imprese in trasformazione grazie all’uso di innovazioni tecnologiche», spiega Giorgio Rapari, presidente di Assintel, l’associazione nazionale di Confcommercio che rappresenta le imprese Ict. «Abbiamo voluto esplorare questa realtà, ancora poco conosciuta, che può rappresentare la punta di diamante della ripresa economica per il nostro Paese».
Le aziende italiane del digitale sono piccole, in media con 4-5 addetti, ma in crescita dell’1,6 per cento nel 2012. E assumono nonostante la crisi, con un aumento dell’1,3 per cento. Come nel caso di Ulaola, l’e-shop community dedicata al Made in Italy nata a fine 2011 come start-up, oggi srl partecipata dal venture incubator Digital Magics: «In due anni siamo arrivati a 7 dipendenti e ne stiamo assumendo altri due per la nuova sede che apriremo a Berlino», dice Pietro Masi, fondatore e amministratore delegato. Le imprese della digital economy italiana danno oggi lavoro a 900 mila persone.

Lombardia leader
La concentrazione più forte di società che operano nel digitale è in Lombardia (24%) e nel Lazio (11%), seguite da Emilia-Romagna e Veneto (8,5%). Ma ci sono casi di eccellenza che partono anche dal Sud, come Mosaicoon, una società palermitana di viral marketing che promuove il dialogo tra brand e consumatori online. La ricerca Long Wave, che sarà presentata a inizio luglio a Milano e Roma, ha tracciato già una mappa sul territorio nazionale, che CorrierEconomia anticipa (vedi grafico). Dal 27 maggio è partito a Milano anche il primo di una serie di Focus Group, che si terranno nelle diverse regioni: incontri con gli imprenditori per individuare i problemi e i bisogni delle giovani imprese. «È importante conoscerle meglio perché rappresentano la digital economy italiana, incarnano il cambiamento nei modelli di business, nell’organizzazione e nella formazione di nuove figure professionali», osserva Maria Grazia Mattei, coordinatrice e vicepresidente di Assintel digitale. L’indagine raggruppa 7 macro aree, dal software alla consulenza, dai WebServices al marketing, dal database management alla progettazione, dal design alle produzioni multimediali e di intrattenimento digitale.

Il nodo e-commerce
«Ora sono le produzioni web e le app a tirare di più, seguite dai NewMedia per tablet – precisa Rapari -. Anche l’e-commerce cresce, ma l’export è ancora frenato dalle diverse politiche fiscali dei paesi europei». Non mancano le eccezioni per il successo del Made in Italy: Sarenza, piattaforma di e-commerce che rappresenta 600 marchi, nei primi mesi del 2013 ha raggiunto il traguardo di 7 milioni di scarpe vendute online in tutt’Europa. L’e-commerce cresce del 17% e il Mobile commerce del 160% quest’anno, arrivando a 427 milioni di euro secondo i dati rilasciati da Netcom all’eCommerce Forum di maggio. Mentre il mondo delle app e dei contenuti per il Mobile conta già 300 start-up che cavalcano l’onda del boom di vendite negli Store: + 76 per cento nel 2012 e un raddoppio nel 2013, secondo l’ultimo Osservatorio del Politecnico di Milano.

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Ulaola, l’e-shop per il made in Italy

E-story – Blog del Canale Tecnologia di Corriere.it – 13 giugno 2013 - http://estory.corriere.it/2013/06/13/ulaola-le-shop-per-il-made-in-italy/

Ulaola, l’e-shop per il made in Italy

di Greta Sclaunich

“Ha presente le piattaforme di offerte e sconti in stile Groupon? Ecco, noi facciamo l’opposto: i prezzi sulla nostra piattaforma vanno dai 25 ai 5mila euro. Niente promozioni particolari salvo casi specifici: vogliamo puntare su qualità e prodotti unici”. Pietro Masi, milanese di 39 anni, ne è convinto: la strada per il successo di Ulaola parte da qui. E non potrebbe essere altrimenti per una startup che si basa sulla vendita e la promozione dei prodotti made in Italy, in patria e all’estero. Uno e-shop per i prodotti delle pmi, ma anche una community virtuale per chi ama design, arte e moda prodotti nel Belpaese. Lo stesso Masi lo sottolinea: “Tra gli oggetti più comprati dagli utenti ci sono i piccoli regali bijou, ma anche l’arte. Non parlo solo di quadri o sculture, intendo anche litografie e pezzi di design artistico: nel progetto abbiamo coinvolto diverse realtà artistiche italiane”.

Lanciata nell’estate 2011, Ulaola è online con la versione beta dal febbraio 2012. Per Masi è una sfida e una scommessa: “Vengo da una famiglia di imprenditori, ho iniziato a lavorare a 22 anni, all’estero. Poi, a 27, ho aperto in Italia la mia prima agenzia di comunicazione e web marketing. Che ho lasciato per tentare la strada dell’ecommerce”. Scorrendo le pagine del sito, si trova un po’ di tutto: piatti colorati in ceramica, ciondoli, occhiali da vista, foulard, quadri in arrivo da una cinquantina di brand. Il prezzo medio? Un centinaio di euro per articolo. I brand più presenti sono quelli di design, seguono gioielleria e moda. Il plusvalore della startup, secondo Masi, sta nei servizi offerti ai produttori: non solo una “vetrina” online, ma anche la possibilità di organizzare servizi fotografici per ritrarre al meglio la merce, le traduzioni in diverse lingue, la logistica. Ulaola, infatti, si occupa anche del ritiro e della consegna di ogni tipo di prodotti. Al fianco di Masi al timone dell’azienda c’è Ermanna Colombini, incontrata per caso grazie ad un progetto di lavoro: “Per passione personale aveva aperto uno shop online di oggetti fatti a mano: combinando le competenze di entrambi siamo riusciti a creare la startup”, sorride il fondatore.

Ora, con loro, lavorano altre cinque persone. Un investimento (insieme all’apertura di una nuova sede a Berlino) realizzato grazie al supporto di Digital Magics, l’incubatore di startup digitali che è appena entrato in società con Ulaola. Un fiore all’occhiello in più per Enrico Gasperini, il fondatore e presidente di Digital Magics, che con il nuovo acquisto arricchisce il bouquet delle startup del settore e-commerce. E una buona opportunità per Masi, che considera la Germania la testa di ponte per entrare nel mercato del Nord Europa e non nasconde di mirare, “in futuro e se tutto andrà bene”, anche agli Usa.

App4Mi Open Campus: 17 giugno 2013. 18:00. Acquario Civico di Milano.

App4Mi Open Campus: Lunedì 17 giugno si svolgerà la terza Conferenza “Milano Smart City & Startup”.
Alle 18:00 presso l’Acquario Civico di Milano, si confronteranno su temi come digitale, startup, Open Data, il futuro di Milano:

- Enrico Gasperini (Fondatore e Presidente di Digital Magics)
- Aurelio Mezzotero (Investment Director di Atlante Ventures)
- Alceo Rapagna (Chief Digital Officer di RCS MediaGroup)
- Carlo Alberto Carnevale Maffè (Professor of Strategy SDA Bocconi School of Management).

La partecipazione è gratuita. Basta registrarsi su: http://app4mi.eventbrite.it/

App4Mi Open Campus è uno dei due momenti di App4Mi, progetto organizzato dal Comune di Milano e RCS MediaGroup in collaborazione con Digital Magics.

La seconda parte di App4Mi è App4Mi Open Contest: concorso  aperto a cittadini maggiorenni e alle microimprese  per incentivare lo sviluppo di strumenti innovativi basati sull’utilizzo di dati pubblici (open data – diffusi dal Comune attraverso il portale tematico http://dati.comune.milano.it), capaci di portare alla luce il valore del patrimonio informativo pubblico. Il monte premi totale ammonta a €20.000 suddivisi per categoria e tematica. Per saperne di più: http://www.app4mi.it/

Digital Magics investe in ulaola e la lancia all’estero

Wired.it – 11 giugno 2013 - http://blog.wired.it/startuppari/2013/06/11/digital-magics-investe-in-ulaola-e-la-lancia-allestero.html

Digital Magics investe in ulaola e la lancia all’estero

di Silvio Gulizia

Ulaola, marketplace che promuove all’estero prodotti del made in Italy, è stata finanziata da Digital Magics, ventur incubator che ha recentemente avviato la propria quotazione in borsa, ed è volata in Germania per espandere all’estero la propria attività.

Ulaola raccogliere intorno a sé una community dedicata a design, arte, moda e foodrigorosamente italiani. Ai giovani creativi ulaola (con la minuscola) offre servizi come shooting fotografico, logistica, gestione completa dello shop, traduzioni delle descrizioni, realizzazione di testi SEO e customer care multilingua.

Pietro Masi, fondatore e CEO di ulaola, spiega: “ La nostra presenza in Italia e la volontà di aprirci al mercato internazionale, partendo dalla Germania, sono gli obiettivi che abbiamo messo sul tavolo per iniziare il nuovo round di finanziamenti”.

Con questa operazione, Digital Magics espande la propria presenza nel mercato dell’e-commerce, in cui ha già investito precedentemente (Growish, social gifting community per i regali di gruppo, e Jumpin, iniziativa italiana di social shopping).

 

E-commerce. È online ulaola, riecco il Made in Italy

Nòva24 – Il Sole 24 ORE – 9 giugno 2013.

Ilsole24ore.com – 9 giugno 2013 - http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-06-05/ecco-hivejobs-sito-recruiting-101604.shtml?uuid=AbzxoG2H&fromSearch

E-commerce. È online ulaola,  riecco il Made in Italy

di Luca Tremolada

Si auto-definisce startup del made in Italy. In realtà Ulaola vuole essere un hub di negozi online per promuovere e vendere in Italia e all’estero prodotti Made in Italy. Attivissima, in questi giorni Ulaola.it ha rilasciato la nuova piattaforma tecnologica e lanciato un nuovo modello di business e punta all’Europa aprendo una nuova sede a Berlino. In pratica, grazie alla nuova piattaforma, giovani creativi, artigiani e realtà produttive potranno aprire un vero e proprio negozio virtuale, un e-shop per i loro prodotti e usufruire dei numerosi servizi offerti come: shooting fotografico, logistica, gestione completa dello shop, traduzioni delle descrizioni, realizzazione testi SEO, customer care multilingua.

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Ulaola porta il made in Italy nel mondo

Startupbusiness.it – 6 giugno 2013 - http://it.startupbusiness.it/news/ulaola-porta-il-made-in-italy-nel-mondo

Ulaola porta il made in Italy nel mondo

Se l’e-commerce in Italia cresce come fatturati (secondo i dati presentati al Netcomm e-commerce forum 2012 si registra una crescita del 18% pari a un giro d’affari di circa 8 miliardi di euro), c’è da notare che cresce anche come numero e qualità di startup innovative che si indirizzano su questo settore. Nel nostro Paese ha fatto scuola il caso Yoox, azienda che oggi è quotata ma non ha raggiunto il successo dall’oggi al domani. Perchè per una startup affrontare il mondo dell’ecommerce non è affatto semplice.

E’ facile (tecnologicamente) per un’azienda che produce beni e servizi venderli anche online, appoggiandosi su grandi piattaforme. Ma per la startup che voglia divenire una di quelle grandi piattaforme la strada è veramente dura.

Stiamo parlando  dello sviluppo di una piattaforma tecnologica e di una macchina organizzativa capace di vendere online migliaia di prodotti, di divenire un brand di riferimento, un servizio semplice e affidabile, con un proprio modello di business, con proprie caratteristiche di attrattività per l’utente. E anche per l’investitore, perchè soldi ne servono molti.

In Italia, in questo momento esistono diverse realtà che ci provano con un certo successo, tra le più note Blomming, Fashionis e Ulaola, molto differenti tra loro.

Oggi approfondiamo con Ulaola, startup che vuole portare nel mondo con il suo e-shop l’eccellenza del Made in Italy. Ulaola nei giorni scorsi ha rilasciato la nuova versione del sito, propedeutica all’implementazione di un nuovo modello di business e dell’espasione verso mercati esteri.

Puntando prima all’Europa con una nuova sede a Berlino.

L’accelerazione della startup è stata resa possibile grazie all’ingresso nella compagine societaria di Digital Magics, venture incubator di startup digitali, che ha affiancato il team dei fondatori nello sviluppo strategico e tecnologico della startup. I dettagli sull’operazione d’investimento non sono stati divulgati.

Abbiamo chiesto direttamente al founder e Ceo di Ulaola Pietro Masi alcune cose che ci hanno incuriosito.

La piattaforma è nuova ma solo in italiano, quando arriva quella in inglese che vi permette di andare a vendere in Europa?

La versione della piattaforma in inglese sarà online da domani 7 giugno, ed entro fine mese Ulaola sarà pubblicata anche in tedesco. Nella precedente release avevamo già tutte le sezioni in inglese, ma con l’ulteriore sviluppo tecnologico e il restyling del sito abbiamo dovuto integrare diverse parti.

Avete dato una rinfrescata al modello di business, come funziona quello nuovo?

Il primo modello non prevedeva una selezione accurata degli artigiani, creativi e delle realtà produttive italiani perché era basato principalmente sui volumi. Oggi invece selezioniamo e scegliamo personalmente i giovani talenti e le PMI delle eccellenze del Made in Italy, ricercando quindi qualità e unicità. Quest’anno abbiamo modificato anche il nostro modello economico: prima davamo ai nostri merchant una vetrina online, ora invece forniamo anche servizi professionali come shooting fotografici o realizzazione di testi ad hoc per dare la possibilità ai nostri creativi di affrontare il mondo digitale in maniera professionale e strutturata.

Competitor: l’ecommerce è affollato, sia in Italia che in Europa, quindi molto competitivo, su quale caratteristica Ulaola intende puntare? 

Il modello economico, la partnership con creativi e artisti, il focus verso la Germania e il Nord Europa, e la costruzione della nostra comunità sono solo alcune delle caratteristiche su cui puntiamo e che ci contraddistinguono. Ma sicuramente l’eccellenza del Made in Italy rimane un nostro punto di forza. La selezione dei prodotti e dei sellers – rigorosamente italiani – avviene in diversi modi: oltre a valutare i candidati che spontaneamente ci contattano tramite il nostro sito, il team di ulaola è costantemente attivo nello scouting, viaggiando in giro per l’Italia, di nuovi produttori, privati o piccole medie imprese, che si propongono negli eventi e nelle fiere dedicate a design, arte, moda e food. Non dimenticando ovviamente le ricerche effettuate anche su internet.

Nell’offerta attuale del servizio ulaola c’è la parte di ecommerce vero e proprio, e poi una parte di altri servizi come logistica, foto, traduzioni ecc. Non è fuori luogo ipotizzare che possano diventare una parte molto importante del vostro business. In che ottica e con quale obiettivo avete pensato di introdurre questa parte di servizi offline?

Il nostro obiettivo è quello di stabilire una partnership con gli artigiani e i creativi che vendono sulla nostra piattaforma. Vogliamo aiutarli a promuovere ed esportare i loro prodotti colmando quelle che sono le loro lacune per quanto riguarda il commercio elettronico. Da qui è nata la nostra idea di fornire servizi professionali. In questa prima fase gli introiti di questi servizi ci permetteranno di bilanciare la commissione di vendita che abbiamo deciso di tenere piuttosto bassa rispetto al mercato in modo da favorire le vendite.

Chi è il cliente tipo per Ulaola?

Sicuramente un amante dello stile, dell’unicità e del Made in Italy. Oggi essere alla moda vuol dire saper combinare coscientemente diversi elementi con eleganza, ma significa anche lasciare al dettaglio l’esaltazione dello stile personale.

Grazie a Pietro e in bocca al lupo a @ulaola_it

Official site

ONLINE LA NUOVA ULAOLA: STARTUP CHE ESPORTERÀ LE ECCELLENZE ITALIANE IN EUROPA

ONLINE LA NUOVA ULAOLA: STARTUP CHE ESPORTERÀ LE ECCELLENZE ITALIANE IN EUROPA

Il marketplace dedicato alla creatività italiana, con il supporto dell’incubatore Digital Magics che entra nella compagine societaria, rinnova la piattaforma tecnologica, l’offerta dei servizi ai merchant e si prepara allo sbarco in Germania

 

Milano, 4 giugno 2013 – Ulaola, la startup digitale che promuove e vende in Italia e all’estero prodotti Made in Italy, rilascia la nuova piattaforma tecnologica, lancia un nuovo modello di business e punta all’Europa aprendo una nuova sede a Berlino. Ulaola rafforza così il proprio posizionamento sul mercato italiano e internazionale come e-shop community dedicata a design, arte, moda e food rigorosamente italiani, rispondendo all’esigenza di coniugare la creatività tipica delle piccole medie imprese con le straordinarie opportunità di crescita del digitale.

Grazie alla nuova piattaforma di ulaola, giovani creativi, artigiani e realtà produttive potranno aprire un vero e proprio negozio virtuale, un e-shop per i loro prodotti dal sapore italiano e usufruire dei numerosi servizi offerti come: shooting fotografico, logistica, gestione completa dello shop, traduzioni delle descrizioni, realizzazione testi SEO, customer care multilingua. È stata anche adottata una nuova formula di pagamento centralizzato che passerà attraverso ulaola, per garantire la tutela della qualità degli articoli proposti e del consumatore.

L’accelerazione della startup è stata resa possibile grazie all’ingresso nella compagine societaria di Digital Magics, venture incubator di startup digitali, che ha affiancato il team dei fondatori nello sviluppo strategico e tecnologico della startup.

“Siamo molto orgogliosi di poter continuare il nostro percorso di espansione con la nuova piattaforma” - ha dichiarato Pietro Masi, Fondatore e CEO di ulaola - “Le competenze e il supporto strategico, tecnologico e di business management dei professionisti del Digital Magics LAB ci hanno consentito di rafforzare il nostro setup tecnologico e siamo pronti ora a reclutare i nuovi sellers nell’ambito delle eccellenze italiane. La nostra presenza in Italia e la volontà di aprirci al mercato internazionale, partendo dalla Germania, sono gli obiettivi che abbiamo messo sul tavolo per iniziare il nuovo round di finanziamenti”.

“L’ingresso di ulaola all’interno del nostro portafoglio va ad arricchire ulteriormente il settore e-commerce delle nostre startup digitali, dopo Growish, social gifting community per i regali di gruppo, e Jumpin, iniziativa italiana di social shopping” - dichiara Enrico Gasperini, Fondatore e Presidente di Digital Magics - “Abbiamo riconosciuto in ulaola un’idea innovativa e originale, che è pronta ora, dopo la rivisitazione tecnologica, per la ricerca di ulteriori investitori che credano nel nuovo modello di business di questa realtà”.

DIGITAL MAGICS VERSO LA BORSA

Questa operazione si colloca nell’ambito delle attività dell’incubatore che ha appena collocato un prestito obbligazionario convertibile di 3 milioni di euro, grazie alle adesioni di settanta investitori privati specializzati e istituzionali fra cui Fondo Atlante Seed (Gruppo Intesa Sanpaolo), Banca Sella e Tamburi Investment Partners. L’emissione del POC si inserisce all’interno del progetto in corso di quotazione all’AIM, Mercato Alternativo del Capitale di Borsa Italiana, dedicato alle piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita. I partner di Digital Magics per il progetto di quotazione sono Integrae SIM come Global Coordinator e Nomad, DLA Piper per la consulenza legale, BDO per la revisione, Burson-Marsteller per la comunicazione finanziaria e Cattaneo Zanetto & Co. per le relazioni istituzionali.

Digital Magics – www.digitalmagics.com

Digital Magics è un venture incubator di startup innovative digitali, che propongono contenuti e prodotti ad alto valore tecnologico. Digital Magics costruisce e sviluppa internet startup affiancandosi ai fondatori, investendo capitale proprio e fornendo i servizi di accelerazione. Parte dai talenti e dalle idee, trasformandole in business disruptive e di successo nella digital economy italiana e internazionale. L’incubatore promuove la cultura dell’imprenditorialità e del rischio, contribuendo alla crescita economica e all’occupazione per i giovani. Digital Magics offre servizi per sostenere l’innovazione, la nascita e lo sviluppo di startup digitali, e le supporta nella ricerca di nuovi investitori privati e pubblici, italiani e internazionali, che finanzino le successive fasi di sviluppo. Il modello Digital Magics è unico in Italia e si basa sul Digital Magics LAB: il team che identifica, analizza e lancia le nuove iniziative, fornendo alle startup innovative servizi di mentorship, finanziari, amministrativi, strategici, logistici, tecnologici e di comunicazione e marketing, oltre a un supporto di business management in grado di accelerare il processo di crescita dell’impresa. Dalla sua fondazione ha investito circa 10 milioni creando oltre 30 startup, che oggi presidiano le principali aree del mercato online.

 

Ulaola – www.ulaola.com 

Ulaola è una startup italiana, partecipata da Digital Magics e da altre realtà imprenditoriali. È un marketplace di eccellenze italiane, di artigiani, di designer, di creativi, di piccole aziende che producono innovazione italiana e vogliono iniziare a esportarle all’estero. La crescita dell’Italia passa attraverso l’export e ulaola vuole essere una porta di accesso al Nord Europa per queste piccole realtà che non potrebbero raggiungere questi Paesi.

 

Per ulteriori informazioni:

Digital Magics – Ufficio Stampa

Giorgio Bocchieri – Mail: giorgio.bocchieri@digitalmagics.com

Tel. 02 52505202 – Mob. 334 6853078

Burson-Marsteller – Ufficio Stampa Digital Magics

Fabio Caporizzi – Mail: fabio.caporizzi@bm.com – Mob. 340 5250566

Rossana Pastore – Mail: rossana.pastore@bm.com – Mob. 340 1790470

Luca Fumagalli – Mail: luca.fumagalli@bm.com – Mob. 348 4586948

Ulaola – Ufficio Stampa

Veronica d’Albora – Mail: veronica.dalbora@ulaola.com

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Da giugno anche in volo i videoclip più cliccati sul web

Lastampa.it – 24 maggio 2013 - http://lastampa.it/2013/05/24/tecnologia/da-giugno-anche-in-volo-i-videoclip-pi-cliccati-sul-web-xins5PYATULx1nj5Pa9QdN/pagina.html

Da giugno anche in volo i videoclip  più cliccati sul web

Sugli schermi della flotta Alitalia grazie all’accordo con SingRing

SingRing, startup di Digital Magics che fornisce contenuti musicali digitali in maniera legale e innovativa, annuncia una partnership con Alitalia – Compagnia Aerea Italiana: da giugno, per la prima volta, i videoclip ufficiali più visti e cliccati sul web, degli artisti italiani e stranieri, saranno trasmessi sugli schermi dell’intera flotta Alitalia.

Su tutti i voli Alitalia – italiani, internazionali e intercontinentali – i video musicali dei cantanti più amati, come Vasco Rossi, Justin Timberlake, Emma, One Direction, Marco Mengoni e tanti altri accompagneranno i viaggiatori lungo le varie tratte. SingRing realizzerà per Alitalia tante playlist personalizzate delle ultime hit, grazie agli accordi stipulati con le principali case discografiche e con le indipendenti.

La piattaforma tecnologica aperta, unica in Europa, è basata su un ampio database – sempre aggiornato – di lyrics, videoclip, tracce vocali e basi strumentali sincronizzate all cleared. Tutti i contenuti infatti (oltre un milione di testi e più di quarantamila video musicali), grazie agli accordi raggiunti con editori musicali e case discografiche, possono essere pubblicati e distribuiti da qualsiasi editore lo richieda, nel pieno rispetto del diritto d’autore, su: web, mobile e Smart Tv.